Un mese ad Amsterdam, tre settimane mi separano ancora del ritorno alla routine dalla quale sono fuggita durante quest'anno in giro per il mondo, un anno importante, un anno che mi ha ricordato la mia essenza. Un mese in cui ho avevo meno bisogno di scrivere perchè queste volta siamo partiti in due, perchè questa volta ho potuto assaggiare un po' di quella stabilità che inseguo da 27 anni. Perchè questa volta nella casa che ci ospita c'è una quattrozampe pelosa che è il miglior rimedio possibile per ogni blues dell'anima.
...si parte per dimenticare o per cercare un lungomare
per avere un'altra vita per e per poter ricominciare...
Un mese in cui gli unici problemi sono stati quelli che mi raggiungevano via mail da 1.200 chilometri di distanza...qua al massimo ho visto sfide, imprevisti, occasioni, ma non problemi. Un mese in cui le malinconie sono state dovute ai silenzi che continuano ad assordarmi anche a 1.200 chilometri di distanza, ma che la distanza in qualche modo ha ovattato. Non essere costretti a passare per le stesse strade può aiutare, nonostante tutto. Un mese in cui ho lavorato un sacco, e volentieri.
...Dove nessuno sa chi sono e dove niente mi riguarda
dove l'ignoto ha il suo profumo
io vado incontro al mio destino seduto accanto a un finestrino
e con in tasca un passaporto e all'orizzonte un nuovo viaggio
con quella libertà speciale che ha solo l'uomo di passaggio...
Una mattina, questa mattina, trascorsa a organizzare viaggi in treno, imprecare contro compagnie aeree, calendario alla mano e incastri di impegni. Insomma, l'agenda del ritorno in Italia. Non mi mancava, per niente. Il ritorno dell'angoscia, del vedere di nuovo problemi anzichè sfide, delle burocrazie infastidenti e inutili, dei finesettimana passati più in viaggio che a goderseli. Senza un quattrozampe peloso. La speranza che siano gli ultimi mesi così, il panico di non farcela a far sì che siano gli ultimi davvero. La curiosità per il dopo, la paura di non avere il dopo che desidero. Desiderare: quand'è che questo verbo ha perso la sua connotazione positiva e ha iniziato a terrorizzarmi? Tre settimane al trantran che quella mia essenza la uccide. Molta, molta angoscia.
"...Come sempre suole accadere in un lungo viaggio, alle prime due o tre stazioni l'immaginazione resta ferma nel luogo di dove sei partito, e poi d'un tratto, col primo mattino incontrato per via, si volge verso la meta del viaggio e ormai costruisce là i castelli dell'avvenire..." (cit. Tolstoj). Strade diverse, vite diverse, posti diversi, mezzi diversi. Ma la meta è il viaggio e il viaggio siamo noi. E non ci fermiamo mai.
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sabato 9 febbraio 2013
martedì 25 dicembre 2012
Bittersweet Symphony
... I need to hear some sounds that recognize the pain in me, yeah
I let the melody shine, let it cleanse my mind, I feel free now
But the airways are clean and there's nobody singing to me now
No change, I can change
I can change, I can change
But I'm here in my mould
I am here in my mould
And I'm a million different people
from one day to the next
I can't change my mould
No, no, no, no, no
I can't change...
Impacchetta, inforna, ma il forno non funziona, quando avrò un forno ventilato? - quando avremo un posto nostro? - "il regalo deve piacere a chi lo fa"- ma anche un po' a chi lo riceve - "niente albero quest'anno è una perdita di tempo", "il presepe che almeno è simbolico sì", burp, "le calze della befana", "bla bla bla l'ipocrisia delle feste bla bla bla", oddio dovrei mandare quella email, oddio non mi hanno ancora risposto a quella email, ricordi di una chiarastella, buon compleanno Gesù, il Natale è per gli occhi spalancati e le guance paffute dei cuccioli - a due o a quattro zampe - mi manca il mio cane che adorava aprire i pacchetti sotto l'albero, quello che quest'anno non c'è. Ma è già il 25 dicembre? E se partivo davvero per l'Australia e festeggiavo su una spiaggia con un drink in mano? Una fuga dall'inverno in grande stile! Aspettative, aspettative mancate, aspettative superate, ho voglia di Gospel, mi manca sentirmi a casa come mi sentivo a casa... là, mi manca l'odore delle piante la mattina, arriverà il giorno in cui... ?, evviva le lucine sbarluccicose, io amo il Natale ma di più quello che esiste nella mia testa, forse troppi libri fanno male davvero, no non mi sento Mary Poppins ma ho sempre sognato di incontrarla, che male c'è a sognare un mondo Disney? Il ventisettesimo Natale da passeggera, ancora in attesa di festeggiare da pilota.
... I'll take you down the only road I've ever been down
I'll take you down the only road I've ever been down
Been down
Ever been down...
Buoni pasteggiamenti a tutti i compagni di viaggio.
I let the melody shine, let it cleanse my mind, I feel free now
But the airways are clean and there's nobody singing to me now
No change, I can change
I can change, I can change
But I'm here in my mould
I am here in my mould
And I'm a million different people
from one day to the next
I can't change my mould
No, no, no, no, no
I can't change...
Impacchetta, inforna, ma il forno non funziona, quando avrò un forno ventilato? - quando avremo un posto nostro? - "il regalo deve piacere a chi lo fa"- ma anche un po' a chi lo riceve - "niente albero quest'anno è una perdita di tempo", "il presepe che almeno è simbolico sì", burp, "le calze della befana", "bla bla bla l'ipocrisia delle feste bla bla bla", oddio dovrei mandare quella email, oddio non mi hanno ancora risposto a quella email, ricordi di una chiarastella, buon compleanno Gesù, il Natale è per gli occhi spalancati e le guance paffute dei cuccioli - a due o a quattro zampe - mi manca il mio cane che adorava aprire i pacchetti sotto l'albero, quello che quest'anno non c'è. Ma è già il 25 dicembre? E se partivo davvero per l'Australia e festeggiavo su una spiaggia con un drink in mano? Una fuga dall'inverno in grande stile! Aspettative, aspettative mancate, aspettative superate, ho voglia di Gospel, mi manca sentirmi a casa come mi sentivo a casa... là, mi manca l'odore delle piante la mattina, arriverà il giorno in cui... ?, evviva le lucine sbarluccicose, io amo il Natale ma di più quello che esiste nella mia testa, forse troppi libri fanno male davvero, no non mi sento Mary Poppins ma ho sempre sognato di incontrarla, che male c'è a sognare un mondo Disney? Il ventisettesimo Natale da passeggera, ancora in attesa di festeggiare da pilota.
... I'll take you down the only road I've ever been down
I'll take you down the only road I've ever been down
Been down
Ever been down...
Buoni pasteggiamenti a tutti i compagni di viaggio.
mercoledì 21 novembre 2012
Say Goodbye
... Always knew it wouldn't last
But if you ask I'd go again ...
Valigia chiusa, check-in online fatto, documenti pronti, chiavi restituite.
Le ultime settimane, ovviamente, sono state le migliori.
Speranza. Ecco cosa mi rimarrà di più di questi due mesi. Tra le mille luci delle città, la lucina di una nuova Speranza per il Dopo, quella lucina che in altri posti traballa flebile e che qua ha preso un po' di Forza, un po' di Coraggio. E' bello sentirsi apprezzati. E' bello sentirselo dire espressamente, ogni tanto, quando hai mille dubbi e non sai se stai seguendo una strada sensata.
Mi mancherà l'ufficio incastonato nella biblioteca, mi mancheranno le fughe a NY, il colore degli alberi e l'aria che sa di bosco della mattina. Mi mancherà il supermercato bio vicino casa dove suonano jazz due volte alla settimana, mi mancheranno i dolcetti e le eterne passeggiate in solitaria in esplorazione di angoli sempre nuovi. Mi mancherà l'attaggiamento lavorativo delle persone. Mi mancherà la Guida di alcune di queste persone.
Nell'ultimo anno ho incontrato ben due posti con un'Anima, due posti che ho amato tanto da sentire le farfalle nello stomaco, che mi hanno strappato sorrisoni, a cui sono grata. Posti che, addirittura, mi hanno fatto venire voglia di provare a cambiare ruolo, non più passeggera ma pilota. Ho respirato a fondo queste sensazioni, ora devo solo tratternerle nei polmoni abbastanza a lungo da avere ossigeno sufficiente per i prossimi mesi.
E' bello Costruire ponti.
domenica 28 ottobre 2012
Take the A train
Una settimana fa ero in compagnia della dolce metà, di ritorno da una pienissima giornata newyorkese. Oggi, da sola nella mia stanzetta dispersa nei suburbs del New Jersey, non sono uscita dal mio pigiama, mezza febbricitante. Ora va meglio, e domani spero in un tempo accettabile per la mia fuga settimanale nella grande mela. Chissà poi perchè la chiamano ancora così. So che è ben diverso dalle spiegazioni che dà Wikipedia sulla nascita di questa espressione, ma a me piace immaginarla come una mela succosa, da mangiare con voracità. Dolce, se superi l'impatto con la scorza un po' aspra e dura. E poi, o fuggo domani per una passeggiatona o rischio di trovarmi isolata nella mia stanzetta per qualche giorno: uragano in arrivo. La mia padrona di casa mi ha terrorizzata a sufficienza ipotizzandomi scenari apocalittici, secondo il prof che mi segue qua quelle dei giornali sono esagerazioni. Lo scenario più probabile è che mi toccherà lavorare da casa per un paio di giorni... e l'idea è abbastanza deprimente. Che poi la mia stanzetta è in un posto in teoria superYeah: alberi ovunque, scoiattoli, una distesa di casettine in legno. Solo che è un posto pensato per famigliuole motorizzate, non per dottorande in visita che fanno affidamento sui mezzi pubblici, ecco.
domenica 14 ottobre 2012
6th Avenue Heartache
I had my world strapped against my back
I held my hands, never knew how to act
Ieri ero là con degli amici per una serata piacevole, serata che poi si è trascinata fino al primo treno della mattina tra una birra, delle patatine e un'arietta decisamente troppo gelida a tenerci compagnia. Il ritrovo era sul tardi, ma ne ho approfittato per fuggire dal New Jersey un bel po' prima degli altri, appena finito di lavorare. Il treno affollato carico di odori e colori, il cielo rosa all'imbrunire, le mille luci che ti accolgono all'arrivo, persone persone e ancora persone ovunque, a qualsiasi ora, di qualsiasi tipo, l'energia. Passeggiare per ore senza rendermene conto, ritrovermi in una piazza tra bancarelle di cibi etnici, camminare tra palazzi carichi di una storia diversa da quella nella quale sono cresciuta, il verde che appare all'improvviso e ti nasconde i palazzi in un gioco di luci che continua ad affascinarmi, le foglie autunnali che decorano persino bar e negozi, le prime persone vestite da halloween per strada, il Melting pot. Per poi ritrovarmi, qualche ora dopo, in un locale dove suonano dal vivo e, tra una chiacchera e l'altra, sentire coverizzata una di quelle canzoni che evito come la peste da anni, e abbandonarmi tra i mille suoni di Manhattan per ricordare le palle di neve che rotolano verso la primavera senza lasciarmi sopraffare dalle domande rimaste insolute. La particolarità di un locale a Koreatown nel quale mi sarei voluta fermare un po' di più.
Now walkin' home on those streets
The river winds move my feet
Subway steam, like silhouettes in dreams
They stood like moonbeams
[...] I got my finger crossed on a shooting star
Non vedo proprio l'ora arrivi martedì, perchè ho davvero bisogno di condividere un po' di buone sensazioni e dal vivo, non solo angosce e via skype.
giovedì 20 settembre 2012
Fuori o dentro
A millemila miglia e sei ore di fuso orario di distanza, è davvero più facile vedere le cose da una prospettiva migliore?
Visto da qui tutto tutto sembra lontano
convulso e insensato agitato per niente
come fosse distratto e indifferente
a cio che e' importante...
Quel che è certo è ho bisogno di distanze per scrivere, e per ricordarmi grandezze e pochezze. Per mettere a fuoco le sensazioni che ho bisogno di sentire Dentro quando mi addormento, per vedere nella sua piccolezza quello che deve starsene Fuori dal mio futuro, non importa se questo significherà prendere ancora una volta la strada più complicata.
Visto da qui e' solamente una parte
davvero convinta di essere tutto
dove non c'e' piu' urgenza c'e' solo la fretta
e l'affanno e' un respiro che non si rispetta...
La Distanza non è sempre un male, se non è definitiva. Dopo sei anni di distanze so perfettamente a chi non potrei Mai rinunciare, le priorità diventano chiarissime, i dubbi inesistenti. Presenze a assenze assumono tutto un nuovo significato. So chi voglio accanto in ogni mia nuova partenza e in ogni nuova avventura, e chi no. So sempre di più che ho bisogno di giocare a modo mio, coerente con me stessa, e con la distanza fisica riesco a prendere il coraggio per una maggiore distanza mentale da chi vorrebbe farmi giorcare con le sue regole, che grazie ma no. Io per me voglio Altro, e soprattutto voglio almeno provarci. Non capisco perchè c'è chi si ostina a non capire che il cielo che insegue da una vita non è il Cielo che tutti vogliono. Quello che voglio io qualche mese fa era pieno di nuovoloni bianchi, qualche settimana fa era terso e azzurro, ieri era rosa.
Sara' anche che il gioco si cambia da dentro
ma alla fine e' giocare che ti cambia dentro
sara' anche che spesso lontano dal centro
ognuno si scopre un nuovo talento
Magari fuggire non e' la soluzione
magari fuggire e' una resurrezione
e' come sfidare il niente
stare qui
E un po' di Vertigini fanno bene alla salute. Per lo meno a quella della Nala-DottorandaDisperata.
Visto da qui tutto tutto sembra lontano
convulso e insensato agitato per niente
come fosse distratto e indifferente
a cio che e' importante...
Quel che è certo è ho bisogno di distanze per scrivere, e per ricordarmi grandezze e pochezze. Per mettere a fuoco le sensazioni che ho bisogno di sentire Dentro quando mi addormento, per vedere nella sua piccolezza quello che deve starsene Fuori dal mio futuro, non importa se questo significherà prendere ancora una volta la strada più complicata.
Visto da qui e' solamente una parte
davvero convinta di essere tutto
dove non c'e' piu' urgenza c'e' solo la fretta
e l'affanno e' un respiro che non si rispetta...
La Distanza non è sempre un male, se non è definitiva. Dopo sei anni di distanze so perfettamente a chi non potrei Mai rinunciare, le priorità diventano chiarissime, i dubbi inesistenti. Presenze a assenze assumono tutto un nuovo significato. So chi voglio accanto in ogni mia nuova partenza e in ogni nuova avventura, e chi no. So sempre di più che ho bisogno di giocare a modo mio, coerente con me stessa, e con la distanza fisica riesco a prendere il coraggio per una maggiore distanza mentale da chi vorrebbe farmi giorcare con le sue regole, che grazie ma no. Io per me voglio Altro, e soprattutto voglio almeno provarci. Non capisco perchè c'è chi si ostina a non capire che il cielo che insegue da una vita non è il Cielo che tutti vogliono. Quello che voglio io qualche mese fa era pieno di nuovoloni bianchi, qualche settimana fa era terso e azzurro, ieri era rosa.
Sara' anche che il gioco si cambia da dentro
ma alla fine e' giocare che ti cambia dentro
sara' anche che spesso lontano dal centro
ognuno si scopre un nuovo talento
Magari fuggire non e' la soluzione
magari fuggire e' una resurrezione
e' come sfidare il niente
stare qui
E un po' di Vertigini fanno bene alla salute. Per lo meno a quella della Nala-DottorandaDisperata.
lunedì 10 settembre 2012
Defying Gravity
Qualche mese fa una carissima amica mi ha consigliato Wicked a Londra. Nella mia eterna lista di musical-almenounavoltanellavita non c'era, ma complice un buon prezzo al botteghino sono andata a vederlo prima di tornare in terra italica. Beh, è diventato il mio preferito. Mi manca Londra, ma ancor più mi manca SentirMi come mi sentivo a Londra. La colonna sonora che stava dando alle mie azioni.
I'm through accepting limits 'cause someone says they're so
Some things I cannot change But till I try, I'll never know
Mi manca essere stimolata mentalmente dal punto di vista lavorativo. Sentire che quello che divento giorno dopo giorno dipende da Me, non dai bagagli che mi porto dietro. Mi mancano i teatri con il loro Stile unico.
Ma finalmente (?) è giunta l'ora delle nuove partenze. Il punto di domanda è dovuto al semplice fatto che in realtà un pochino son già partita, nel senso che sono nella Terza Città del mio eterno balletto delle Tre Città di quando sono in Italia. La Bellezza di un posto è data in gran parte dalla persona con la quale la condividi, e a Roma questa bellezza la vedo. Io qua sto bene. No, la Nala dottoranda che cerca il suo Posto nel Mondo a dire il vero tanto bene non ci sta, ma quasi tutte le altre Nale che convivono burrascosamente nella mia testa sono felici e molto più libere di Essere. Molto più qua che altrove, sicuramente.
Ma tanto stanotte si riparte. Intanto per pochi giorni, prima della Partenza-oSantoCielo della prossima settimana. Verso l'una e mezzo di notte per un aereo che parte dopo le sei, perchè i collegamente notturni con Fiumicino sono ridicoli. E si riparte con un po' d'ansia, per Bilbao, divisa al solito tra la voglia di buttarmi e la paura di non sapere aprire le ali.
Too late for second-guessing Too late to go back to sleep
It's time to trust my instincts Close my eyes: and leap!
It's time to try Defying gravity
I think I'll try Defying gravity
Vertigine.
I'm through accepting limits 'cause someone says they're so
Some things I cannot change But till I try, I'll never know
Mi manca essere stimolata mentalmente dal punto di vista lavorativo. Sentire che quello che divento giorno dopo giorno dipende da Me, non dai bagagli che mi porto dietro. Mi mancano i teatri con il loro Stile unico.
Ma finalmente (?) è giunta l'ora delle nuove partenze. Il punto di domanda è dovuto al semplice fatto che in realtà un pochino son già partita, nel senso che sono nella Terza Città del mio eterno balletto delle Tre Città di quando sono in Italia. La Bellezza di un posto è data in gran parte dalla persona con la quale la condividi, e a Roma questa bellezza la vedo. Io qua sto bene. No, la Nala dottoranda che cerca il suo Posto nel Mondo a dire il vero tanto bene non ci sta, ma quasi tutte le altre Nale che convivono burrascosamente nella mia testa sono felici e molto più libere di Essere. Molto più qua che altrove, sicuramente.
Ma tanto stanotte si riparte. Intanto per pochi giorni, prima della Partenza-oSantoCielo della prossima settimana. Verso l'una e mezzo di notte per un aereo che parte dopo le sei, perchè i collegamente notturni con Fiumicino sono ridicoli. E si riparte con un po' d'ansia, per Bilbao, divisa al solito tra la voglia di buttarmi e la paura di non sapere aprire le ali.
Too late for second-guessing Too late to go back to sleep
It's time to trust my instincts Close my eyes: and leap!
It's time to try Defying gravity
I think I'll try Defying gravity
Vertigine.
sabato 7 luglio 2012
Hands in my pocket
E' come se ci fosse un delicato punto di equilibrio tra mancanza di spazi e stabilità. Rinuncerei gran volentieri a qualche spazio (fisico) in più per quel livello maggiore di stabilità che mi permetterebbe di Construire. Qualcosa, qualunque cosa, per l'impressione di sentirmi ancorata da qualche parte. A "casa" in una maniera un po' meno incerta, un po' meno precaria. Che così è un po' come se mi sentissi una personcina ormai adulta intrappolata
nello stile di vita di una matricola fuori sede, che non è proprio il
massimo, ecco. Insomma, quel fantomatico equilibrio è ancora molto, troppo lontano.
Riparto. A settembre. Due mesi in una zona del mondo che mi ha sempre affascinato, intimorito, e musicalmente fatto venire gli occhi lucidi. Per una volta ci sarebbe potuta essere la possibilità di partire con Dolce Metà, per una volta la stessa Università sembrava offrire delle possibilità per entrambi. Piccolo particolare, i campus sarebbero così distanti che a quanto pare è più incasinato e dispendoso organizzare una partenza assieme che una breve vacanza per venirmi a trovare durante i due mesi, ancora una volta, di viaggio in solitaria. Ho un Fato dispettoso.
Ieri ho pure avuto un "incidente di viaggio", non ho ancora capito come ma mi son data, da sola, il trolley sul mignolino del piede sinistro. Che non l'ha presa molto bene. Forse il trolley cercava di dirmi che è un po' stufo di viaggiare carico di libri e che avrebbe una gran voglia di farsi un Viaggio vero, di quelli in cui esplori, assaggi, scopri, ti perdi e ti ritrovi. Buttimola sull'ottimismo di Alanis, che anche questo periodo di stallo finirà.
What it all comes down to, my dear friends, is that everything’s just fine, fine, fine,
’cause I’ve got one hand in my pocket and the other one is hailing a taxi cab
’cause I’ve got one hand in my pocket and the other one is hailing a taxi cab
venerdì 18 maggio 2012
Clocks
Padova (o, meglio, da qualche parte a una decina di chilometri da Padova), nel nuovo appartamento di mamma, a sistemare le ultime cose del trasloco che si è ultimato mentre ero via. Tornata da tre giorni dalla Mia Londra, già andata a tornata da Trento, carte consegnate, libri presi. Quella strana sensazione di confusione che mi prende ogni volta che torno da un posto in cui sono rimasta abbastanza a lungo da sentirlo diventare parte di me. Un po' il sentirmi fuori posto dove sono ora, seduta in cucina con in testa un elenco infinito di cose da fare e accanto la stessa vecchia radio di quando ero una microbimba, la stessa in cinque case diverse. Un po' il ricordo già annebbiato - come accade quando stai sognando qualcosa e ti svegli all'improvviso - di quando, solo una settimana fa, a quest'ora ero seduta al mio desk vista Tavistock Square. E intanto guardo, impaziente e curiosa, l'iconcina Mail, in attesa di veder comparire la risposta per iniziare ad organizzare i miei prossimi mesi, le mie prossime partenze, sperando sia la risposta di cui ho bisogno. Penso che quella targa che avevo notato in un baracchino a Portobello Road sabato scorso avrei dovuto prenderla, almeno come autoaugurio per il futuro: una casa senza un cane è solo una House, non una Home. E che senza la mia Tea continuo a sentirmi come se mi mancasse un pezzo.
Am I a part of the cure? Or am I part of the disease, singing
You are
Home, where I wanted to go, home
Stasera sale a Padova la Dolce Metà, e questo è uno di quei momenti in cui un abbraccio è l'unica Cura di cui ho bisogno. Per ricordarmi chi sono e cosa voglio.
Intanto io ti ricordo così, Londra, col cielo inquieto ma carico di promesse.
venerdì 4 maggio 2012
A Happy Place
I'm going to find a happy I'm going to find a happy I'm going to find a happy place ...
... we're going to find a happy bo bu ba ba we're going to find a happy, a happy place ...
Dieci giorni e torno. Orrore. Ho preso seriamente in considerazione di incatenarmi alla mia scrivania con vista parchetto popolato da scoiattoli e corvi. Io QUA mi sento molto di più a casa, lavoro meglio, ricevo più stimoli. Qua dove le persone sorridono un po' di più. Torno è un'espressione buffa. Torno dove? Alla mia eterna peregrinazione delle Tre Città, che è un po' un non-luogo, in fondo. Riparto forse allora è più corretto.
... let the fire rise and enter, tap into the primal power rising like a gaint tower, creating energy recieving cut a hole right through the ceiling ...
Katie Melua nella testa, stamattina in autobus dava il ritmo ai miei pensieri. Mail da mandare, scadenze da rispettare, finalmente qualche occasione valida, tempo da creare per mille cose, treni da prenotare, di nuovo.
... find a star, send down a beam to where you are. An elevator of life, taking you somwhere where you will always be loved ...
La prossima meta certa doveva essere Canberra. Anzi, ho già accettato. Ma dopo ben quattro giorni di dolce metà a Londra tornano i mille dubbi. Canberra è lontana, ma proprio lontana che più lontana non si può. E i biglietti costano. I rimborsi dell'università e la prospettiva di mesi di spese ridotte
all'osso coprono giusto giusto i miei di costi, mica anche quelli del moroso se mi viene a trovare. Però la scelta di partire non
riguarda mica solo me. E quando non ce la fai già più della vita-limbo che ti ritrovi, la stessa vita che fai da quando eri una matricola, senza avere ancora alcuna possibilità di stabilizzarti un po' e pensare di costruire qualcosa di stabile... l'idea di partire per tre mesi dalla parte opposta del globo non è facile. Certo, sarebbe una figata pazzesca. Ma non è facile. Essere in Due a volte rende le cose più complesse. Ma ne vale la pena.
I have found that stress and nonsense puts me in a zone of avoidence. Could my mind be moving faster pulling like a super cluster. Can be hard to trust a felling, bubbly and ends seeeeing ...
Quindi? Boh. Si vedrà. Canberra è ancora in gioco, parecchie altre mete sono possibili. Al solito, budgets da gestire fra mille stress e valigie da preparare, chissà se con vestiti estivi o invernali. Forse rimanderò il mio Natale in spiaggia e il mio ventisettesimo compleanno tra i canguri. Magari in Australia ci si torna tra qualche anno, in vacanza. Insieme.
... we're going to find a happy bo bu ba ba we're going to find a happy, a happy place ...
venerdì 20 aprile 2012
Costruire
Chiudi gli occhi
immagina una gioia
molto probabilmente penseresti a una partenza
Se i primi due mesi a Londra mi hanno accolta con temperature meravigliosamente alte e cieli straordinariamente limpidi, è da quando son tornata dopo Pasqua che a nuvoloni bianchi che corrono veloci portati dal vento, così perfetti che sembrano disegnati, si alterna un cielo color latte che si ingrigisce più volte nell'arco della giornata. Intanto io son sempre più convinta di essere metereopatica. Strano mese Aprile, che ti impigrisce cullandoti tra nostalgici ricordi e poi ti scuote dal torpore con l'aria frizzante che profuma di primavera. Aprile che ormai mi fa sentire a casa in questa città un po' magica, Aprile che mi ricorda che tra poco meno di un mese dovrò lasciarla la mia Londra, e qualcosa dentro inizia di nuovo a rompersi. Questa città, che negli ultimi giorni mi ha fatto ritrovare un'amicizia e un briciolo di autostima finchè giocava a nascondino con il mio sorriso, mi mancherà davvero un mondo. Il mio.
... così come l'ultimo bicchiere l'ultima visione
un tramonto solitario l'inchino e poi il sipario
tra l'attesa e il suo compimento
giovedì 5 aprile 2012
White blood cells
Questo post, concepito in un momento di non particolare buon'umore, prende forma perchè si parla spesso di long distance relationships pensando al lovvo (e long distance sucks), ma c'è un'altra categoria di relazioni che viene messa a dura, durissima prova dai chilometri: le amicizie. Le relazioni familiari invece di norma con la distanza stranamente migliorano, almeno nel mio caso, ma questa è un'altra storia. Le amicizie, la maggior parte almeno, a quanto pare vanno coltivate. Quando sei lontano, è più difficile. Banale, ma tristemente vero. Di dolce metà una ce n'è, e per lei il tempo si trova. Un altro vantaggio della monogamia. Ma quelle persone con le quali hai diviso pezzettini più o meno importanti della tua esistenza, che magari si sono un po' alla volta sparpagliate in città o Paesi diversi, le cui vite un po' alla volta hanno preso direzioni divergenti dalla tua, non è che puoi darle sempre proprio per scontate. Giustamente. Certo, ci sono amici che puoi non sentire per mesi e poi riprendere il discorso esattamente da dove lo avevi interrotto, ed è una cosa favolosa. Però questi amici sono rari. Inutile dire che sono quelli che preferisco, quelli delle ore al telefono, quelli coi quali si sta bene anche in silenzio, quelli che basta uno sguardo e capisci, quelli che non ti fanno pesare il fatto che non riuscite a vedervi spesso. Quelli che, tutto sommato, ti fanno credere che non importa in che parte del mondo finirete, perchè è ovvio che un giorno anche i vostri bis-bis-nipoti saranno amici. Persone del genere non mi hanno mai fatto rimpiangere i tempi andati, quelli di una decade fa per intenderci, quando per un' uscita serale nella pizzeria o nel pub di turno si ragionava in tavolate, perchè loro, quelli con la A maiuscola, sono il mio piccolo e adoratissimo gruppo di sopravvissuti all'ingresso nell'età adulta. Affiancati, man mano, dalle nuove leve. Ma cosa succede se inizi a realizzare che un po' alla volta rischi di perdere anche una parte dei tuoi prediletti, se la distanza e le assenze che questa comporta ti hanno provocato qualche piccola ferita che non si rimargina del tutto? Se chi non ha trovato il tempo per te per mesi pur condividendo il comune di residenza ha tempo per una trasferta oltremanica, e te allora senti che nei chilometri qualcosa si è perso? (No, non è riferito a te e... a te, che so che molto probabilmente leggerete questo post. Con voi il tempo in qualche modo si è sempre trovato. Ci vediamo prestissimo, a Londra). Se c'è chi ti risponde freddamente in chat perchè si è evidentemente sentito trascurato nell'ultimo periodo - e io invece no? Chi sa di averti deluso e manco ci ha provato, a rimediare? Chi inizia a chiederti come stai con l'appeal di uno sconosciuto, che a me passa la voglia di dirti come sto davvero? Succede allora che non so se fare io, un'altra volta, dei passi per accorciare un po' queste nuove distanze o ridimensionare ancora la mia lista delle A maiuscole. Mentre penso a prenotare il prossimo volo.
And we don't notice any time pass we don't notice anything we sit side by side in every class teacher thinks that I sound funny but she likes the way you sing
And we don't notice any time pass we don't notice anything we sit side by side in every class teacher thinks that I sound funny but she likes the way you sing
Non so se si legge, ma la scritta sulla panchina recita: I was born tomorrow, Today I live, Yesterday killed me. Amo questa dolce fissazione che hanno qua per le memorial benches, fare le passeggiatone per i parchi e perdersi tra le scritte (alcune davvero belle) è stra-rilassante. A costo di riscatenare l'allergia.
domenica 25 marzo 2012
Chasing cars
Di ritorno da un sabato in Kent, dal matrimonio di una giovanissima e ciccipucciosissima coppia di amici di un'amica. La ciccipucciosità si è chiaramente vista quando hanno aperto le danze, hai presente gli occhi a forma di cuore? Ecco. Mi fa sempre un po' strano il vedere miei coetanei, o ragazzi più giovani ancora come in questo caso, avere un lavoro stabile, progettare e costruire un qualcosa di duraturo nelle loro vite. Progettare. Questi tre mesi a Londra paradossalmente mi stanno dando una stabilità che non avevo da tempo, è da quando ero in Belgio in Erasmus che non stavo ferma nella stessa città per così tante settimane di seguito, e prima dell'Erasmus...solo il liceo.
Sono tornata a Londra stamattina, tanto per cambiare con un trolley in mano, e dopo due chiacchiere con un'amica, credo anche un po' per combattere questa sensazione di vita sospesa, ho deciso di farmi una bella camminata, la musica a tenermi compagnia. Amo in maniera viscerale Camden Town e il suo chiassoso e coloratissimo mercato. Tutta questa gente, i profumi dei cibi provenienti da ogni parte del mondo, i negozianti punk, i bar gestiti da ultrà vegani, la mescolanza di culture... mi fanno sentire viva. Questo randagismo in posti nuovi in fondo mi piace, ma so - perchè lo so - che non è la mia priorità. Che ho un gran bisogno di un posto da chiamare e sentire di nuovo come "casa". Che questa precarietà di ogni aspetto della mia vita attuale non mi fa bene. Che voglio un posto stabile perchè cinque anni e mezzo di distanza non sono facili, e quando sei a Londra in una giornata di sole come oggi c'è una sola persona che vorresti davvero avere accanto più di ogni altra cosa e con cui vorresti romanticamente dividere la mega porzione di noodles alle verdure che ti sei appena presa. Che vorrei permettermi più costanza nel canto, non dover cambiare una palestra a trimestre, avere i miei vestiti (e le mie scarpe... un sogno!) in un unico armadio. Immagino si tratti di trovare un punto di equilibrio tra la mia voglia di provare a fare il mio lavoro come dico io e sapermi fermare e dire no quando serve, cosa comunque non facile visto il mercato del lavoro - tutto - in questo periodo. Ma come si capisce quando ci si può finalmente fermare, anche solo per un po'?
If I lay here If I just lay here Would you lie with me and just forget the world?
If I lay here If I just lay here Would you lie with me and just forget the world?
mercoledì 21 marzo 2012
Impaziente e curiosa
Ed eccomi qua, la nuova arrivata. Sono Impaziente e Curiosa, ma anche un po' Ingenua, parecchio Testarda, Sognatrice a tempo pieno. Dottoranda, una vita col trolley sempre pronto. Momentaneamente a Londra. Mi hanno definita Non Convenzionale. Direi Ambiziosa ma a modo mio, cioè il cammino è più importante della meta e o ci arrivo col mio stile o tanti saluti e mi cerco un' altra strada, un altro viaggio. Logorroica con chi mi va, a volte Taciturna in maniera imbarazzante.
In un blog di piloti... beh, io mi sento un po' passeggera.
Almeno ogni tanto come mezzo potrei usare la Yaris di casa, ma preferisco, quelle rarissime volte che guido, la berlina un po' catorcio della mia dolce metà. Quelle rare volte che siamo nella stessa città, quelle ancor più rare volte che mi privo del privilegio del posto sulla destra, che mi dà modo di farmi delle lunghe chiacchierate, delle lunghissime cantate, delle ancor più lunghe pensate. Sono così abituata a essere quella che prende decisioni che quando viaggio mi piace abbandonarmi ed essere trasportata un po'. Amo distrarmi. I miei mezzi usuali di trasporto, nella mia filosofia da passeggera? Treno, aereo, pullman, autobus, gambe. Ecco, amo camminare, macinare chilometri senza accorgermene persa nei miei pensieri, sentendomi davvero padrona delle mie scelte di percorso, senza bagagliai da riempire o traffico da evitare, leggera che di più non si può.
In un blog di piloti... beh, io mi sento un po' passeggera.
Almeno ogni tanto come mezzo potrei usare la Yaris di casa, ma preferisco, quelle rarissime volte che guido, la berlina un po' catorcio della mia dolce metà. Quelle rare volte che siamo nella stessa città, quelle ancor più rare volte che mi privo del privilegio del posto sulla destra, che mi dà modo di farmi delle lunghe chiacchierate, delle lunghissime cantate, delle ancor più lunghe pensate. Sono così abituata a essere quella che prende decisioni che quando viaggio mi piace abbandonarmi ed essere trasportata un po'. Amo distrarmi. I miei mezzi usuali di trasporto, nella mia filosofia da passeggera? Treno, aereo, pullman, autobus, gambe. Ecco, amo camminare, macinare chilometri senza accorgermene persa nei miei pensieri, sentendomi davvero padrona delle mie scelte di percorso, senza bagagliai da riempire o traffico da evitare, leggera che di più non si può.
Esplorare posti nuovi, scoprire, provare... sono le cose che mi fanno respirare. Sono ghiotta di nuovi stimoli, e cosa c'è di meglio di un nuovo Viaggio per ricaricarsi?
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