"...Come sempre suole accadere in un lungo viaggio, alle prime due o tre stazioni l'immaginazione resta ferma nel luogo di dove sei partito, e poi d'un tratto, col primo mattino incontrato per via, si volge verso la meta del viaggio e ormai costruisce là i castelli dell'avvenire..." (cit. Tolstoj). Strade diverse, vite diverse, posti diversi, mezzi diversi. Ma la meta è il viaggio e il viaggio siamo noi. E non ci fermiamo mai.
sabato 17 settembre 2011
Sensazioni
martedì 19 luglio 2011
Lourdes

ci sono viaggi e viaggi, detta così non significa nulla ma è chiaro che ci sono diversi tipi di viaggio che si possono o devono fare; ci sono i noiosi viaggi di lavoro, i tanto attesi viaggi delle vacanze, i viaggi alla scoperta di un luogo che da sensazioni forti, spirituali, i viaggi inaspettati organizzati all'ultimo minuto e a me è toccato fare anche un viaggio traumatico, una domenica mattina dello scorso novembre... di sicuro rimarrà indimenticabile nei miei ricordi.
E' diventata poi una bellissima consuetudine, un'esperienza indimenticabile, al di là del fatto di essere cattolica; ogni volta che quella settimana finisce e ci si saluta alla stazione resta l'amaro in bocca per l'attesa del prossimo viaggio. Si parte in treno e per arrivare ci vogliono 23-24 ore (salvo imprevisti, come è capitato, per arrivare a 30 ore di viaggio), su un treno pieno di speranze e di dolore, lì ho conosciuto tante madri coraggio, quelle a cui Dio ha donato delle creature speciali, donne con una riserva d'amore infinito. Lì ho conosciuto bambini stupendi ed ho visto così tanti sorrisi, così tanta gratitudine quasi da riuscire a coprire quanto dolore è invece presente.
Il panorama poi è mozzafiato: siamo ai piedi dei Pirenei, alzi gli occhi e vedi cime innevate e un fiume di montagna con acqua trasparente che attraversa il Santuario.
Quest'anno è stato il primo senza la mia mamma, lei che ci è venuta per tre anni ed era così felice ogni volta di tornarci, è stato diverso dagli altri proprio perché me la vedevo lì in ogni luogo in cui era passata. E questa volta ero anche io tra le tante, troppe persone che portano un dolore, si... ognuno ha il suo.
Nonostante ciò tutti mi sono stati vicini, tutti mi hanno dato una parola di conforto anche se il loro dolore è più grande del mio; ricordo ancora il pomeriggio che abbiamo accompagnato i nostri Amici assistiti lungo il fiume per la via crucis e... osservare chi ogni giorno porta davvero la sua croce. Per la prima volta non sono riuscita a stare lì in mezzo a loro, mi allontanavo di qualche passo, giusto per arrivare sulla riva del fiume Gave, a fissare il silenzioso movimento poetico delle sue acque nonostante una notevole corrente e... un pianto dirotto, senza fine, disperato si è concretizzato! era impossibile fermarlo ed ero così imbarazzata, in mezzo a tutti e pur voltando le spalle al gruppo, tutti hanno visto. Benedetta, una ragazza con cui fino a quel momento non avevo scambiato una parola, con una sensibilità profonda quanto inaspettata, si avvicina sorridente e mi posa in testa una coroncina fatta da lei con le margherite raccolte. Questa ragazza ha fatto un piccolo miracolo, mi ha fatto sorridere e placare l'anima ed ho smesso di piangere.
In questi anni ho conosciuto tante persone meravigliose, io che al primo viaggio ero smarrita e impaurita, pensavo di non farcela e invece ho scoperto che bastano la semplicità, una parola, un sorriso, una carezza per tirar fuori il meglio dalle persone, me in primis che ancora non sapevo cosa avrei trovato e cosa comportava quel primo viaggio così lungo... dentro e fuori: portava persone così diverse per cultura e ceto sociale in un contesto in cui tutte diventano inevitabilmente uguali.Probabilmente la vita è un viaggio che dovrebbe portarmi all'unico vero punto di arrivo: conoscere me stessa e trovare la pace interiore.
lunedì 18 luglio 2011
Cosa farò da grande?

quanti di noi si alzano al mattino e sono veramente contenti del lavoro che fanno? io non credo che siano molti, sarebbe bellissimo poter fare un lavoro di cui siamo appassionati... e io per passione sarei voluta essere una ballerina classica oppure un'archeologa.
Mi torna in mente il periodo alla fine delle scuole medie, quando si doveva decidere quale indirizzo di studi prendere e il mio grande sogno (oltre a quello, che sapevo impossibile, di fare l’astronauta perché ero innamorata degli uomini che andavano sulla luna) era quello di diventare un’archeologa.
Volevo fare il liceo classico e poi all’università studiare antropologia. NO! perché si deve dar retta ai consigli dei genitori, tu sei piccola per avere le idee chiare e la loro decisione di tutt'altro genere vince… bla bla bla e morale della favola mi tocca fare l’Istituto Tecnico Commerciale. Che delusione, io che adoro l’arte antica, la storia antica, già mi vedevo in mezzo a un deserto a pulire delicatamente una mummia, io che non ho voglia di parlare con le persone perché la maggior parte delle volte ci si fraintende mentre con i defunti non c’è questo problema… come diceva spesso mia madre: “bisogna aver paura dei vivi, non dei morti”.
Questa è stata davvero la prima grande delusione, non l'ho proprio digerita perché se ripenso a come sarebbe potuta andare la mia vita prendendo quella strada ho ancora una certa rabbia, ma indietro non si può tornare.
Sarà per questo che sono affascinata dai documentari di storia, ho scaffali pieni di libri sulle antiche civiltà e mi capita anche di fantasticarci su; e quante volte mi sono chiesta: "ma perché quel personaggio, proprio quello, è riuscito in quell’impresa e resterà per sempre nella storia? Perché proprio lui e non un altro? Fortuna? Intuito e bravura?” e perché poi invece un’infinità di persone conducono una vita semplice, mediocre, nascono e muoiono senza che nessuno se ne accorga?
Un mistero per me. Ora che ci penso, nel mio solito traffico di pensieri, è tanto tempo, troppo, che non leggo un libro. Ci ho provato, ma è come leggere un libro dalle pagine bianche, non riesco a memorizzare nulla, la concentrazione è svanita, lo so che niente sarà più come prima ma perché è così doloroso? in ogni azione quotidiana mi rendo conto che un dolore ti può spezzare il cuore e ti cambia la visione di tutto il resto. Apatica, pasticciona e disordinata, questo sono diventata e non mi importa niente di che ora è, che giorno è... è tutto così uguale e poco importante; a volte la sensazione è quella di attendere che succeda qualcosa, niente di che, ma qualcosa di inaspettato, di carino che strappi un sorriso e un momento rilassato. Ma a chi può interessare come mi sento io? a volte non interessa neanche a me stessa.
La cosa che mi fa più male di tutte è il dover evitare di pensare a lei perché ogni pensiero, ogni ricordo, sono talmente dolorosi che bruciano come lo spirito su una ferita aperta... e so per certo che questa ferita rimarrà aperta, invece io vorrei pensarci ogni minuto perché ho paura che prima o poi i ricordi possano sbiadirsi e questo sarebbe irrimediabile. Non ci sono state più cene tutti insieme, ormai ognuno va e viene solo per l'esigenza di mangiare, prima no, lei era il fulcro della famiglia, lei che ti accoglieva col suo sguardo indulgente e sempre dolce e io non ho saputo apprezzarla fino in fondo, quante volte le ho detto che era petulante solo perché si preoccupava per me? troppe! ed allora è giusto che io soffra pensando a lei e non riuscendo più a ricordare la sua voce, che sensazione terribile.
Perché ogni mio intervento finisce così? perché probabilmente questo è il mio lungo lungo lungo viaggio? Devo farcela, mi ripeto continuamente, smetti di piangere e vai avanti perché la vita è bella... anche se a volte è ingiusta.
domenica 17 luglio 2011
Domenica al mare

sabato 16 luglio 2011
La mia città

Sono pazza della mia città, guai a chi me la tocca; la amo profondamente e nel contempo la odio perché ormai è così invivibile, trafficata e sporcata da tutti, però nessuno si deve permettere di parlarne male.
E’ bellissima all’alba, quando nel dedalo delle sue strade non c’è il traffico che la rende così inumana, con l’arroganza e la maleducazione di chi, con gesti e parole, ogni giorno la deturpa in mille modi. Al mattino è cosi bella con quella luce chiara, quelle strade quasi silenziose perché ancora è mezza assonnata e si possono godere dei panorami mozzafiato. Alla sera, quando il sole cala e i palazzi diventano di un colore caldo che sembra si infiammino, si proprio come cantava Venditti in una celeberrima canzone: "quanno l'arancia rosseggia sui sette colli" e da un colore/calore fantastico a questa città eterna che trasuda storia da ogni cosa, anche un sampietrino.
Io ci vivo su uno dei sette colli, ormai diventato un quartiere multirazziale, molto multirazziale visto che noi italiani siamo quasi minoranza... ma questa è un'altra storia.
venerdì 15 luglio 2011
Traffico di pensieri
giovedì 14 luglio 2011
I Protagonisti: Randagia ma indecisa
eccomi qua, in ritardissimo ma eccomi qua.
Siamo alle presentazioni ed ho messo una foto a me molto cara, io che sono randagia nell'animo, adoro viaggiare più di ogni altra cosa, sia in auto che in treno che... in moto. Ebbene si, adoro infilare il casco che, come per magia, fa scomparire tutti i pensieri e partire in moto a scoprire la nostra meravigliosa terra di questo pianeta che sta morendo (come dice giustamente un mio amico).
Sono una persona fondamentalmente goffa e timida, molto insicura, di un'insicurezza che rasenta la paura, la paura di osare e allora... quanti treni ho perso.
Che altro dire di me? magari lo scoprirete tra le righe che saranno pubblicate in questo blog, questo bellissimo viaggio a più mani che è un piacere leggere e da questo momento anche un piacere parteciparvi.
Per restare in tema con il filo conduttore io guido una Y del 2002 anche se è mia dal 2004 e la tengo con cura perché la adoro anche se, purtroppo, la sacrifico soprattutto per i tragitti cittadinil trafficati.
Viaggio spesso in treno, mi ha sempre affascinata, fin da quando, bambina, andavo a passare le vacanze dai nonni nelle Marche e per me era un viaggio poetico, quando scorgevo dal finestrino i paesaggi più disparati...
Sembra banale da dire ma ho imparato col tempo che il bello del viaggio non è dove si arriva ma tutto il viaggio che si fa, dall'inizio al rientro a casa.
Il primo passo l'ho fatto, anche se un po' intimidita, è la mia prima volta in un blog!!!
Buon viaggio ai miei compagni di avventura ... ...