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lunedì 6 maggio 2013

Forse forse


Uno splendido weekend milanese pieno di momenti da ricordare, amici da incontrare dopo mesi di lontananza, vecchi sorrisi sempre nuovi e tanto relax.
Scendo dal frecciarossa che mi riporta a casa e mi sembra di respirare un'aria pesante (e pensare che Milano dovrebbe essere imbattibile!) e poi, presa forse da mille pensieri, decido di lasciarmi andare, di lasciare che per una volta la corazza che da alcuni anni a questa parte mi sono creata, cada; decido che voglio dare una possibilità anche ad altri che non siano sempre quei 4 punti fermi della mia bussola. 
Momenti piacevoli, tante chiacchiere, i saluti e risalgo sulla mia macchina con il triplo dei dubbi dell'andata.
E per l'ennesima volta mi ritrovo a fare i conti con la mia testa e con il mio cuore: cosa voglio? Chi voglio? Perche' sbaglio sempre i tempi? Alzo il volume della radio per cercare di annebbiare i pensieri già offuscati..
La cosa peggiore, in questo caso, è che dalla mia scelta dipendono le delusioni di altre persone, forse una in particolare che non lo meriterebbe, ma si sa: la vita è una ruota che gira, per tante volte sono stata male io e ora, purtroppo, tocca anche a me far soffrire... 
Forse scrivere mi aiuta a mettere insieme, come un puzzle, i pezzi. Forse.


lunedì 25 marzo 2013

Brivido caldo


Finalmente è arrivata la stagione che preferisco: la primavera! In effetti a guardare fuori non pare, anzi, sembra la tipica giornata in cui scambiarsi gli auguri di Natale e entrare in letargo con un caldo plaid che avvolge col suo calore; nonostante ciò è arrivato l'equinozio e con esso anche alcune piacevoli novità. 
Definirle novità forse è eccessivo, ma mi piace definirle così perchè finalmente provo quella sensazione di adrenalina, di voglia di fermare il mondo per un attimo (o forse un pò di più) per goderla scorrere nelle vene. Ho iniziato questo nuovo anno con l'obiettivo di puntare tutto su me stessa, sulle mie capacità e sulla mia voglia di "rinascere" e per dirla con le parole di una canzone: "mentre il mondo cade a pezzi, io compongo nuovi spazi e desideri che appartengono anche a te", quel mondo che a volte ti riduce in pezzi è capace al contempo di darti quella spinta per capire che se una cosa la vuoi, devi prendertela, con le unghie e con i denti. 
Nella fase di pulizia generale, tra ricordi ritrovati e vecchi cimeli che ho cestinato, una foto incorniciata sulla scrivania mi è passata spesso tra le mani con l'intento di declassarla in un comune album; poi la riponevo sempre allo stesso posto non senza un dolce ricordo e quindi un sorriso.
Oggi quella foto l'ho ripresa in mano con uno spirito diverso, come se quella parte di me che mi impediva tutte le volte di sostituirla in quel piccolo portafoto in argento, avesse visto lontano; ripercorrere con la mente e con il cuore la sensazione che ho provato per tanto tempo, le delusioni avute e nonostante tutto l'amicizia creata con la persona che in quel momento mi abbracciava mi fa stare bene. Le domande irrisolte rimangono tante e mettere d'accordo cuore e ragione non sempre è fattibile, e forse non lo sarà mai, ma per ora voglio godermi questo spazio irrisolto, questo leggero brivido che mi fa stare bene e che mi dà l'input per portare avanti anche gli aspetti quotidiani.


domenica 27 gennaio 2013

Inno alla gioia



E' una domenica pomeriggio di una giornata apparentemente primaverile, seppur gli alberi sono ancora spogli e leggermente contornati di un soffice brina bianca; è una domenica pomeriggio qualunque,  eppure ho, per la prima volta dopo tanto tempo, davanti a me un obiettivo e la voglia di raggiungerlo puntando su me stessa.
Ho iniziato questo nuovo anno con la sola intenzione di continuare un percorso, iniziato per forze di causa maggiore, con la forza e la volontà che ho scoperto appartenermi più di quanto pensassi. "Sei una ragazza forte più di quanto immagini" questo mi ha scritto non troppo tempo fa un amico molto caro e che mi ha portato a rispondere, non senza un pò di presunzione: "Si, lo so, eppure a volte anche io crollo..."
Ho voglia di mettermi in gioco, di farmi conoscere in tutto e per tutto per quello che sono e so che ce la farò!
Un angelo custode accanto a me ce l'ho sempre e questo, ora come non mai, mi dà la forza di correre verso questi traguardi: la mia prima fan in ogni cosa facessi e volessi!
Durante un concerto ho sentito il maestro, riferendosi a colei che mi ha insegnato tutto quello che so sulla musica, osannarla dicendo: "Non ti conosco, ma da come dirigi so che hai tanto sentimento da trasmettere e questa è la tua forza." Un direttore d'orchestra, questo voglio essere! 
Passare da semplice esecutrice di brani scritti da altri a direttore di pezzi anche scritti da me, ma soprattutto interpretati a modo mio: con momenti di pianissimo fino al crescendo, che ti porta a gridare fortissimo quello che sei in questo momento. Uno spartito a colori con note dissonanti e sincopate, con cambi di tonalità repentini ma che nel suo insieme creano un'opera unica nel suo genere. 

mercoledì 26 dicembre 2012

So this is Christmas




"All the lights are shining
So brightly everywere
And the sound of children's 
Laughter fills the air 
And everyone is singing 
I hear those sleigh bells ringing 
Santa won't you bring me the one I really need 
Won't you please bring my baby to me [...]"

Non so ben definire che Natale sia stato questo appena trascorso, di certo so che non mi è piaciuto e che tutto quello che di solito portavo nel cuore durante questa festa quest'anno non c'era; non c'era voglia di correre incontro alla gente durante la Notte Santa per augurare pace e serenità, non c'era  quella sensazione di un nuovo inizio, di voglia di cantare... 
Tutto quello che vorrei a Natale sei tu!

Soliti mega pranzi che accompagnano i giorni come questi mentre fuori quella piogerellina che ti penetra dentro continua a scendere. Il camino acceso crea un'atmosfera da casolare. Avrei bisogno di un camino caldo anche nel mio cuore. 
Tanti auguri fanno squillare continuamente il cellulare e il messaggio è sempre quello, unico e semplice. Ringrazio, e lo faccio col cuore, ma qualcosa non è più come prima in quelle mie risposte.
Tutto quello che vorrei per Natale sei tu, una rosa rossa contornata di brillantini dorati accanto a te è quello che ci lega per Natale. 
E intanto la vita continua, il Natale volge al termine e un nuovo anno ci aspetta al varco. 
Auguri a tutti voi!





lunedì 19 novembre 2012

Grazie perchè.


Una sala gremita di persone, amici e parenti; la musica che accoglie ogni invitato all'ingresso, tanti fiori attorno a noi e soprattutto la gioia di coloro che  festeggiano cinquant'anni di vita insieme: una coppia solidissima, con il sorriso sempre sulle labbra, con la voglia di superare i momenti peggiori sempre con un unico filo conduttore: l'amore e la serenità. 
Sono seduta a fianco a papà nel tavolo "presidenziale" e penso a quando, ormai 7 anni fa, a quello stesso tavolo, in quella stessa sala i festeggiati erano mamma e papà. 
L'essere partecipe attivamente alla cerimonia e alla festa, splendide, mi ha fatto sentire un pò come fossi una figlia o una nipote di quelli che oltre ad essere parenti sono anche una pietra migliare: i miei padrini! Si, quando ero piccola, paffuta e inconsapevole proprio loro si presero la responsabilità di essere i sostituti di mamma e papà. 
Essere là, in mezzo a quella che a me piace definire "la mia vita" fatta di musica, tanta gente attorno, e risate mi ha fatto sentire, dopo mesi, l'Angela pronta a prendersi in giro e a tirare fuori la grinta della finta estroversa. Un microfono in mano e i pensieri se ne vanno dietro ad una base musicale, lontano.
Grazie a voi, Gianni e Franca, per l'esempio che avete dato a tutti noi, giovani e meno giovani;
grazie per avermi fatto assaporare una festa che io purtroppo non potrò vivere più e alla quale ho potuto contribuire.
Vorrei che giornate così si potessero vivere più spesso.

domenica 28 ottobre 2012

Chi fermerà la musica



Seduta in una platea gremita di visi sconosciuti sono li, pronta per vedere un film di cui tanto mi hanno parlato...
La dreamworks inizia a proiettare le immagini di pubblicizzazione della propria casa cinematografica. Inizia il fim: popcorn alla mano e relax.
La pellicola che sto vedendo non è esattamente quella che guardano i miei occhi: davanti a me vedo una bambina, ricciolina, con una camicetta bianca dal colletto ampio e una gonnellina color ciliegia che corre, birichina come non mai, nel giardino di casa. Ha un caratterino "tutto pepe", taciturna, permalosa e lo dimostra ignorando la mamma, che preoccupata, le intima di non sporcarsi e di rientrare che è ora di cena.
Tutto è pronto per festeggiare il compleanno della sorella maggiore: parenti e amici pronti a cantare "Tanti auguri a te"; è il tipico quadro di una famiglia al completo che ride e scherza per un'occasione felice.
Poi un giorno incontra un'amica speciale che le apre un mondo nuovo: la musica.
Quella bimba schiva e fredda si fa plasmare dalle note di un pianoforte a coda, nero e lucido come quelli sui palcoscenici dei migliori teatri del mondo; quella stessa musica suonata dalle mani maestre di quella ragazza le fa crescere la voglia di diventare come lei (o quantomeno simile).
Nota dopo nota, accordo dopo accordo la nostra protagonista inizia ad aprirsi e a credere fermamente che la vita possa essere una canzone: malinconica o allegra, sincopata o moderata ma sempre una canzone.
Passano gli anni, quella bambina birichina cresce a vista d'occhio ed ora è li, davanti al portone dell'università piena di sogni, di aspettative, di voglia di imparare un mestiere e di mettersi in gioco.
In realtà non è tutto rose e fiori: la vita universitaria è fatta di alti e bassi, di ostacoli e di tensioni, ma la giovane amica sa che deve farcela, che costi quel che costi quel traguardo lo deve raggiungere: dottoressa!
Le traversie non mancano nemmeno nella vita di tutti i giorni: la famiglia al completo pronta a cantare per il compleanno ora non c'è più, la nostra protagonista allora era grande come un "soldo di formaggio" convinta che quella scena l'avrebbe vissuta in eterno, ma ora, la dura realtà la vive in prima persona e ha un sapore amaro.
La voglia di ridere, di fare baldoria con gli amici la accompagna sempre ma quando la sera scende e la porta della camera si chiude, ecco, una sensazione di smarrimento le si affianca beffarda.
Ma lei ha una certezza, piccola, ma pur sempre una certezza: la musica.
Ipod alle orecchie, le solite tracce che l' accompagnano e che ricordano momenti che nessuno mai potrà togliere dal cuore e dalla mente. "Anche stanotte sentirà questo cuore in battere e in levare"
... lo schermo nella sala sta mostrando i titoli di coda. Avrò anche perso le battute salienti di un film, ma ho ripercorso, fotogramma per fotogramma, uno scenario che vale più di mille sceneggiature.

venerdì 12 ottobre 2012

Si è spento il sole



"Se rido se piango ci sarà un motivo; se penso, se canto mi sento più vivo; se vinco, se perdo rientra nel gioco; se pensi che sono appagato hai fatto un errore, non ho ancora finito..." 

No, non ho ancora finito, anzi, ho appena iniziato questo lungo percorso che mi sta portando sulle montagne russe: è nauseante, insostenibile e ingestibile questa sensazione che provo; sempre li, con la rabbia pronta a scoppiare da un momento all'altro e al pari di una bomba non sai che effetti può dare, li immagini, ma non li sai: non sai quando colpirà, chi ne pagherà le dirette conseguenze e soprattutto perchè è stata innescata proprio li, al confine tra il giusto e lo sbagliato, tra il riso e il pianto, tra il giorno e la notte, tra il presente e il futuro. 
Ora sono su quel tratto di strada pieno di gallerie, di tornanti e di ciottoli. Non vedo l'uscita, so che c'è, ma non la vedo o quantomeno non la posso vedere se queste gocce di pioggia battente continuano a irrompere sul mio parabrezza senza tergivetri. 
Continuo a viaggiare e mi chiedo: cos'ho? Quali sono i punti di forza che mi sono rimasti? Cosa voglio da me stessa? Chi voglio davvero al mio fianco ora, in questo momento di debolezza dal quale sembra così tanto difficoltoso rialzarsi? Ecco, a quest'ultima domanda so dare una risposta, è una risposta che in un primo momento volevo negare anche a me stessa ma che ora è limpida come il sole... 
Il sole.
Ho voglia di sole nella mia testa che da mesi è piena di pensieri, di sole nelle mie giornate apparentemente allegre, di sole nelle mie notti buie e di sole nei sogni, in quei sogni nel cassetto (nemmeno troppo segreti) a cui tengo tanto ma che rimangono li, a mezza via. 
Chi ha spento questo sole? Perche proprio ora, proprio in un momento in cui necessito di un bagliore, anche lieve; basta pioggia, basta rabbia, basta buio.

domenica 7 ottobre 2012

E tu che sogni di fuggire via...



La vita e i sogni sono fogli di uno stesso libro. Leggerli in ordine è vivere, sfogliarli a caso è sognare. 
Una frase che mi frulla in testa da alcuni giorni e che, oggi più che mai, mi sono ripetuta più volte.
Sono seduta mentre aspetto il treno che mi riporti a casa dopo l'ennesimo weekend in giro per  l'Italia. 
Mille pensieri in testa, i soliti bilanci di una giornata piena di emozioni, le solite delusioni e le lacrime che scendono dal viso di una amica cara a fianco a me. 
Nel binario di fronte a noi, due nonni portano a spasso la loro piccola frugoletta con gli occhi incuriositi da questo complesso di ferro che porta in giro migliaia di persone e che scorre velocissimo davanti a lei scompigliandole i capelli biondi e ricci. Chiede al nonno di portarla a prendere un gelato e a me, automaticamente, la mente va a quando avevo la sua età: piccola, con la voglia di esplorare ogni minima cosa mi circondava, con l'unico pensiero di giocare fino a crollare sfinita e dormire ore e ore come un angioletto. Rendo partecipe di questo ricordo anche la mia compagna di viaggio e un leggero sorriso illumina, per un attimo, i nostri visi. 
Il viaggio continua e la mente corre alla stessa velocità di questo treno, fermandosi a qualche ricordo un pò come il treno alle stazioni. Il mio capolinea, quello che vorrei raggiungere, però, ancora non so dov'è, non so chi sarà là ad aspettarmi per prendere le mie valigie piene di ricordi, di pensieri, di dubbi, di lacrime, di delusioni e abbracciarmi.
Il capolinea a cui papà mi aspettava era a pochi km ma io avrei voluto viaggiare ancora, continuare a pormi quelle domande alle quali so come voglio rispondere ma che il destino, la vita o non so che altro, mi impongono di dare una risposta diversa: perche "è giusto così".
Ma in certi casi il "giusto" vorrei davvero dimenticarlo, scollegare per un attimo il cervello e "sfogliare a caso le pagine di questo libro" che è la vita, la mia vita. Voglio, per una volta tanto poter sfidare tutti e vincere, anche se il trofeo è insignificante apparentemente, per me quel trofeo vale più di tanti altri riconoscimenti. Ma la sfacciataggine di lottare in modo anche scorretto pur di avere la meglio non mi appartiene, e mai mi apparterrà; seduta in questo mio angolo di solitudine con la sensazione di un nodo allo stomaco, di un luccichio agli occhi e di avere davanti un libro che non riesco a scrivere pur avendo la penna in mano...

lunedì 1 ottobre 2012

Rotolando verso sud


Una foto. Una semplice a banale foto di un paesaggio visto per la prima volta esattamente un anno fa. Era un sabato pomeriggio di fine settembre, ero in compagnia delle mie amiche di sempre con la voglia di trascorrere un weekend all'insegna del relax e del divertimento. Dopo una serata in compagnia, tra un centinaio di persone, conosciute e non, ci ritroviamo nel nostro hotel 4 stelle con "gli ultimi sopravvissuti". 
Le 6 del mattino. Una luce artificiale bianca e accecante per quell'ora e per me, che avevo il sonno che mi si leggeva negli occhi; eppure la voglia di stare in compagnia di quella persona, conosciuta pochi mesi prima, mi faceva dimenticare la voglia di dormire e tutto ciò che mi circondava. 
Sentire quella strana sensazione di essere un abbraccio col mondo e invece quell'abbraccio era solo mio. I miei occhi, quegli stessi occhi assonnati che avrebbero voluto comandarmi di andare a dormire immediatamente, si erano persi in quegli occhi scuri che in quel momento mi sembravano un angolo di paradiso. 
L'autunno, con i suoi profumi, i suoi colori caldi e l'aria umida che ti avvolge, che sembra dire: "Goditi questi attimi di tepore prima del letargo invernale!"  Ecco, ora come non mai mi torna alla mente quel momento vissuto un anno fa, lui, il mio autunno, quello che ora sembra essere l'unico sole che vorrei splendesse e illuminasse i miei occhi dal colore azzurro, freddo come l'inverno. 
Come l'inverno sa essere rigido, austero, "contro tutti", così io. Sono decisa e contro tutti. Contro i pregiudizi, le esortazioni a farmi cambiare rotta, ma la rotta, almeno per ora, è verso Sud. 
Sbaglierò, ma i miei occhi cercano quel sole, quell'angolo di paradiso.

lunedì 24 settembre 2012

Di sole e d'azzurro



Autostrada A12, cinque passeggeri ritornano a casa dopo una weekend in una splendida, calda e accogliente Versilia.
La prima trasferta di quello che spero sia un anno pieno di tanto lavoro e soddisfazioni, insieme a coloro che ormai sono i miei amici più cari. 
Abbandonare per alcune ore la routine di tutti i giorni fa sempre bene, se poi la cornice è La Capannina e amici che non vedi da tempo, ancora meglio!
E sono proprio quegli amici che non vedi tutti i giorni, ma che senti sempre al tuo fianco, che ti mancano mentre le colline fuori dal finestrino ti salutano e mentre la mente fa un resoconto della giornata trascorsa in compagnia; sono sempre loro che ti fanno tornare il sorriso quando pensi a certe "(dis)avventure" vissute insieme. Poi il pensiero va a ciò che mi aspetta una volta a casa e un groppo alla gola mi assale: quella sensazione di dover tornare la donna infallibile nonostante i miei 24 anni, la donna che si dedica alla famiglia, che deve pensare a cosa preparare da cena o da pranzo il tutto condito alla vita che facevo fino a qualche mese fa. Mi chiedo se ce la farò a portare avanti tutto, mi sembra sempre che ciò che faccio lo debba fare per un pò ma che presto tutto tornerà alla normalità... 
Il cartello di Barberino di Mugello sopra alla mia testa. Sempre più vicino a casa. Il pensiero dei miei compagni di viaggio è arrivare a casa e dormire per recuperare le ore di sonno perse la notte precedente, il mio, invece, nel cuore è lo stesso ma nella realtà devo ricordare che ho molto altro da fare prima di dare la buonanotte al mondo e questo mi porta, insensatamente, a invidiare gli altri: vorrei tornare a casa e vedermi aprire la porta dalla mamma, sentirmi abbracciare perche le sono mancata (anche se solo per poche ore di lontananza da casa) e iniziare a raccontare, come ho sempre fatto, tutto ciò che ho vissuto, le battute degli amici, la location e tutto ciò che ne consegue e poi addormentarmi serena. 
Torno con lo sguardo al presente, torno a sorridere con i miei amici e voglio continuare ancora...



martedì 11 settembre 2012

Avevo tanta voglia di viaggiare, tu mi dicesti vai ed io partii



Eccomi qui a scrivere su un blog a me nuovo. Ho iniziato pubblicando pezzi critici su Controvento nei confronti di qualunque cosa mi desse fastidio o semplicemente non mi piacesse e ora sono, inaspettatamente, davanti ad una pagina bianca dove posso scrivere un pò quello che sono la mia vita, le mie sensazioni, i miei pensieri, le mie paure e chi più ne ha più ne metta. Ho, per così dire, fatto il salto di qualità grazie a due carissimi amici.
Sono dell'idea che le cose non succedano mai per caso, ma tutto abbia un suo senso logico: nel bene e nel male. Fino a qualche tempo fa leggevo passivamente i vostri post e spesso mi rispecchiavo e mi dava sicurezza perche mi dicevo: "beh, almeno non sono l'unica a provare certe emozioni o ad avere certi timori" ed ora?  Ora parto da zero, sia in questo contesto, quanto e soprattutto nella vita, la mia vita. Si, sono in quella fase in cui mi chiedo perché dall'Alto hanno pensato di gestire a la mia quotidianità, i miei affetti a modo loro. In questi ultimi mesi ho sentito tremare la terra sotto i piedi (e non solo in senso figurato) venendomi a mancare ciò che pensavo fosse invincibile ed eterno, il tutto nel modo più inaspettato possibile e l'impreparazione era scontata! Ma si sa, i fiori più belli e odorosi sono sempre quelli che vengono colti per primi.  
Quaggiù si procede ad un passo alla volta con la voglia, spesso, di celare il viso dietro a una sottile patina di rugiada che fa riaffiorare ogni singolo ricordo, ogni singola parola, ogni singola fotografia di momenti che pensavo di poter rivivere ancora tante e tante volte, invece...
Poi mi fermo. Il sole di un'estate calda che troneggia alto con tutto il suo calore, mi culla. Asciugata ogni lacrima riparto, riprendo in mano il timone. Ora tocca a me portare questa barca, insieme con la mia famiglia, verso nuovi porti, nuovi sentieri in cui troveremo fiori che mi ricorderanno che il fiore più bello e più profumato lo posso portare sempre con me e sentirne il profumo in ogni momento.



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